Da Luiss a Le Fonti: il percorso ambizioso dello studio Battaglia & Arceri

2 Luglio 2021

Antonio Battaglia e Francesco Arceri raccontano il percorso che li ha portati ad ottenere il premio di Boutique d’Eccellenza dell’Anno in diritto Amministrativo, Appalti pubblici e Contenzioso.

Quando è nata lidea di fondare uno studio legale?  

L’idea di collaborare professionalmente è nata già durante il Master in Diritto Penale d’Impresa della Luiss nel 2014, dove ci siamo conosciuti. Per qualche tempo è rimasta in cantiere finché non abbiamo deciso di metterci in gioco e di dare vita al nostro progetto. Da quel pomeriggio sono passati 5 anni. Era la ovvia conseguenza di quello che vivevamo e condividevamo; le esperienze, le medesime intenzioni e le sane ambizioni ci hanno portato ad una scelta quasi obbligata quanto naturale.

Come si è evoluta, nel corso di questi 5 anni, la vostra attività rispetto al contesto normativo in continua evoluzione?   

Inizialmente eravamo orientati in maniera preponderante al diritto penale, materia meno dedita a repentini cambiamenti. Cominciando a collaborare con realtà aziendali lontane dal classico cliente a cui eravamo abituati abbiamo dovuto rivedere il nostro approccio, sia verso il cliente ma ancora prima verso le distinte materie che da lì in avanti abbiamo approfondito. In particolare, abbiamo avuto la possibilità di concentrarci su tutto ciò che racchiude il mondo degli appalti pubblici, divenuto oggi il core business dello studio. Da poco era entrato in vigore il nuovo codice appalti con il D.Lgs. 50/2016 che ancora oggi vive di continue modifiche, deroghe e proroghe, ma crediamo di essere ancor lontani da un simile concetto che possa coniugare semplificazione e allo stesso tempo chiarezza, certezza e trasparenza. Questa fase di primo sviluppo pratico del nuovo codice insieme alle più veloci dinamiche aziendali con cui ci rapportavano, ci ha certamente dato modo di adeguare il nostro ritmo alla normativa in continua evoluzione e alle quotidiane necessità dei clienti più strutturati.

Qual è il percorso che vi ha permesso di ricevere il Le Fonti Awards 2020?  

Per la maggiore non è stato un percorso volto al conseguire un riconoscimento ma piuttosto orientato alla crescita personale e professionale, nostra e di chi collabora con noi. In questi termini sembra essersi concluso, ma in realtà lo viviamo quotidianamente senza concepire un punto d’arrivo definito. Cerchiamo sistematicamente di dare quanto più possiamo. Abbiamo cominciato da zero, il background familiare non ci ha tramandato uno studio legale avviato e, probabilmente, tale circostanza ci fa trovare oggi nella condizione di vivere col giusto entusiasmo quanto riusciamo quotidianamente a creare e condividere.

Cosa significa per il futuro del vostro studio legale lassegnazione di questo premio? 

Quanto fatto sino ad oggi trova la spinta propulsiva altrove e non nel ricercare un riconoscimento, certamente è stato un momento importante sia per la tipologia di premio, per le motivazioni alla base dello stesso e per il momento in cui è arrivato. Tenendo presenti queste circostanze ci piace concepirlo come un simbolo di ciò che bene è stato fatto ed al contempo di quanto c’è ancora da fare.

Tornando ai tempi dell’Università, ci raccontate il vostro percorso in Luiss? 

Mi sono immatricolato nel 2007 al corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza. Dopo la laurea nel 2013, ho deciso di frequentare il Master di secondo livello in Diritto Penale di Impresa sempre in Luiss, dove ho conosciuto il mio attuale socio Antonio Battaglia.

Quali sono, secondo voi, i punti di forza dellAteneo?  

Innanzitutto, l’approccio internazionale e pratico, ma formale, improntato sin da subito a preparare gli studenti all’ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre, sembra scontato oggi, ma già nel 2007 l’organizzazione della Luiss era esemplare: chiara, trasparente ed efficiente. Metteva gli studenti nella condizione di poter affrontare la vita universitaria in maniera ottimale, dai sistemi di prenotazione agli esami, alla calendarizzazione degli appelli, alle sessioni di laurea ed al servizio di tutor.

Durante il percorso universitario, ci sono state figure o esperienze che hanno avuto un impatto particolarmente positivo o che vi hanno maggiormente preparato per il mondo del lavoro?  

Tutte le figure incontrate e le esperienze vissute hanno contribuito a formare la nostra personalità e professionalità, portandoci a diventare quello che siamo oggi. Se proprio dovessimo citarne una, non potremmo non citare il Prof. Pessi, un vero maestro, che ci ha formati a 360 gradi. Come esperienze, invece, dobbiamo ammettere che l’associazionismo universitario è stato molto più formativo di quanto riuscissimo a comprendere durante il corso di laurea. Ha sviluppato le nostre capacità relazionali e stimolato quella sana competizione che ci ha preparati per affrontare il mondo del lavoro sin da subito come liberi professionisti, corretti ma competitivi ed ambiziosi.

Quali sono i vantaggi dell’essere parte del network Luiss? Ti ha aiutato in qualche modo? 

I vantaggi del network Luiss ci sono, ma non sono automatici. È vero che la reputazione dell’Ateneo spesso ci precede e può costituire un biglietto da visita, tuttavia questo porta onori ed oneri. Da un laureato Luiss ci si aspetta sempre quel qualcosa in più, ci si aspetta la perfezione o quasi, e si è poco inclini a perdonarne gli errori, sia di forma che di sostanza. Per noi è stimolante, ma bisogna tenerlo sempre a mente. Dopo la laurea, tanto nella vita privata che nel mondo del lavoro, incontrare altri appartenenti al network Luiss è sempre entusiasmante e piacevole. Ci lega un senso di appartenenza e quasi un rapporto di fratellanza che, anche con una persona non conosciuta durante il proprio corso di laurea, viene suscitato ed alimentato naturalmente dalle esperienze condivise o dalle amicizie in comune che il microcosmo Luiss non può non favorire.

Virginia Gullotta, Giornalista

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