Dalle aule Luiss alla carriera diplomatica: dodici Alumni Luiss tra i vincitori del concorso 2025

6 Febbraio 2026

Il recente esito del concorso di accesso alla carriera diplomatica 2025 porta 12 nuovi Segretari di Legazione in prova dalle aule Luiss, a ulteriore conferma di come il percorso accademico della nostra Università riesca a tradurre la preparazione tecnica in una solida vocazione al servizio internazionale.

Un traguardo che racconta un cammino fatto di competenze e preparazione maturate negli anni di studio e confronto all’interno della comunità Luiss. Abbiamo raccolto le riflessioni di alcuni dei vincitori per ripercorrere le tappe che li hanno portati dai banchi alla Farnesina.

Per molti, la scintilla è scoccata durante momenti e incontri determinanti della vita universitaria. Se Marco Inzerillo cita il corso di International Economics del prof. Magnani, Giovanni Petruccio ringrazia in particolare il corso del Prof. Gianni Toniolo: “mi ha fatto comprendere quello che a volte è trascurato nell’analisi delle relazioni internazionali ed economiche.” Matilde Fabrizio ricorda con emozione l’incontro organizzato con la Consigliera d’Ambasciata Simona de Martino: “i racconti della sua esperienza come diplomatica hanno riacceso e dato nuovo slancio al mio sogno. In questo senso, la Luiss ha rappresentato per me luogo fondamentale di dialogo con professionisti, permettendomi di tenere vivo il contatto con il mondo del lavoro e alimentando il fuoco dell’ambizione.”

Oltre la tecnica, i valori della diplomazia

Il concorso diplomatico è una delle sfide più selettive della pubblica amministrazione. Per superarlo, la preparazione accademica deve sposarsi con qualità umane profonde.

Navigare le complesse dinamiche globali, richiede qualcosa di più della conoscenza dei trattati: servono ascolto, capacità di sintesi e una profonda comprensione delle prospettive altrui.

Per Alessia Lubrano, l’esperienza universitaria ha significato imparare che “ascoltare significa sospendere il giudizio, coltivare una sincera curiosità e avere il coraggio di mettersi in discussione”.

Gabriele Giannini parla di passione e approfondimento:

“Non mi sono mai accontentato di uno studio superficiale o della spiegazione semplicistica. L’università mi ha insegnato a cercare la profondità”. 

Guglielmo Di Nino pone invece l’accento sulla visione d’insieme:

“Il valore dell’interdisciplinarità è uno degli insegnamenti più significativi. In un contesto internazionale sempre più complesso e frammentato, leggere i fenomeni con un approccio sistemico, non riconducibile a singole categorie, è prezioso per interpretare la realtà con maggiore lucidità e per elaborare risposte più equilibrate.”

Le sfide globali

I nuovi diplomatici che si preparano a rappresentare l’Italia nel mondo, entrano in carriera in un momento di grandi trasformazioni.

Citando l’emergenza climatica, l’IA, cambiamenti demografici e migrazioni di massa, Gabriele Giannini richiama “uno sfrenato bisogno di dialogo e comprensione reciproca tra i popoli e di soluzioni condivise” affermando il ruolo della diplomazia come strumento di cooperazione e costruzione di pace.

Nel percorso di formazione e crescita emerge anche il tema della leadership inclusiva. Per Mathilde Galli “La leadership femminile nella diplomazia non si esaurisce in una rappresentanza di genere, ma arricchisce la capacità dello Stato di leggere la realtà internazionale con una pluralità di sguardi, sensibilità e competenze”.

Prospettiva ampliata da Serena Poggi che ricorda “come evidenziato dalla storica risoluzione delle Nazioni Unite Donne, Pace e Sicurezza, le donne esercitano un ruolo incisivo nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti, dimostrando una marcata abilità negoziale fondata sul dialogo, sull’empatia e sull’ascolto attivo, tali da rendere i processi di pace più efficaci e duraturi.”

Una responsabilità condivisa

Guardando al futuro, i nostri Alumni e Alumnae esprimono un forte senso di missione e restituiscono una visione di responsabilità, impegno e passione. Per Mattia Colombini, il segreto sta nel binomio tra ascolto e responsabilità: “solo coniugando queste due dimensioni saremo in grado di contribuire a costruire qualcosa di significativo per la nostra Nazione e per la comunità internazionale”.

Infine, l’appartenenza al Network Alumni rimane un punto di riferimento costante.

In questo scenario, la cooperazione tra professionisti diventa un valore chiave. La rete Alumni non è solo un supporto professionale, ma una fonte di ispirazione e guida anche come parte della comunità diplomatica. Gabriele Giannini sente orgoglio e entusiasmo per essere parte dei “diplomatici formati alla Luiss”, mentre Marco Inzerillo ricorda che:  “Sin dai banchi d'università, abbiamo imparato a valorizzare la cooperazione in contrapposizione al forte individualismo moderno. Questi valori si riflettono nella nostra comunità Alumni e rappresentano un'importante risposta ai complessi scenari globali odierni”.

Le storie dei nostri Alumni testimoniano come la formazione Luiss non si limiti alla trasmissione di competenze, ma contribuisca a formare una visione, un metodo e un senso di responsabilità verso la comunità internazionale, oggi più che mai chiamata a rispondere a sfide contemporanee complesse. A tutte e tutti i nuovi diplomatici, gli auguri più sinceri del Network Alumni, con l’orgoglio di accompagnarli in questo nuovo capitolo.