#Europe Day: intervista ad Adriano Farano e Béatrice Martinet

9 Maggio 2024

In occasione della Giornata dell’Europa, abbiamo intervistato Adriano Farano, laureato in Scienze Politiche nel 2003, e sua moglie, l'avvocatessa Béatrice Martinet. Oggi sposati e genitori di tre ragazzi, incarnano lo spirito dell'Europa unita: lui italiano, lei francese, si sono incontrati e innamorati durante i loro anni di studio in Luiss, grazie al progetto Erasmus.

Uno sguardo intimo sulle loro esperienze, carriere professionali e prospettive future che negli anni Duemila erano già proiettate verso lo scambio europeo e internazionale. Attraverso la loro storia, abbiamo riflettuto sull'importanza degli scambi studenteschi internazionali e sull'evoluzione del concetto di Europa unita con il suo ruolo cruciale della cooperazione internazionale.

Adriano, nella tua carriera c’è sempre la volontà di promuovere la collaborazione tra persone provenienti da paesi diversi. Cosa ti ha spinto a concentrarti su progetti con un tale ampio respiro globale?


La mia esperienza in Luiss è stata un vero trampolino di lancio per la mia carriera.
Sin dal primo giorno a Viale Pola ho avvertito un'energia e un dinamismo unici nell'aria e Luiss non mi ha solo insegnato teorie e concetti, ma mi ha fornito un ambiente stimolante e ricco di opportunità: mi sentivo un privilegiato. Con classi piccole, eravamo seguitissimi dai docenti. Ciò mi ha permesso di rafforzare la mia mentalità imprenditoriale e portarla avanti in ogni mio progetto. 

Nella mia vita, ce ne sono nascoste tre. La prima come giornalista, la seconda come startupper e la terza da panettiere sui generis con Pane Vivo.
Mi sono laureato nel 2003 e avevo fondato solo pochi anni prima, durante un’esperienza Erasmus a Strasburgo, Café Babel testata online realizzata con un network di ragazzi europei che voleva contribuire all’emergere di un’opinione pubblica europea. Un progetto ambizioso che ho lasciato dopo nove anni per trasferirmi a Menlo Park nel 2010 dove, dopo una borsa di ricerca a Stanford, ho fondato Watchup, un’applicazione che permette agli utenti di creare il proprio telegiornale, selezionando e aggregando video da diverse emittenti televisive e fonti di notizie.

Dove e in che modo vi siete conosciuti?

Béatrice: Il nostro incontro è avvenuto in un contesto dinamico e cosmopolita durante il mio Erasmus in Luiss. Ricordo ancora vividamente il primo giorno in cui sono arrivata a Roma da Lione, piena di eccitazione e di aspettative per questa nuova avventura. Luiss era un melting pot di culture e idee, e il programma Erasmus ci ha fornito l'opportunità di connetterci con studenti provenienti da ogni angolo d'Europa.
Adriano si distingueva per il suo carisma e la sua apertura mentale, e ho avuto modo di notarlo fin dal primo momento in cui ci siamo incontrati durante una festa. La sua passione per il dialogo interculturale e il suo interesse per le diverse prospettive mi hanno subito attratta. Da lì è nata una profonda connessione che ci ha portati a trascorrere molto tempo insieme, esplorando Roma e condividendo le nostre esperienze e progetti futuri. Quel periodo è stato per entrambi un momento di crescita personale e di scoperta, che ha gettato le basi per la nostra relazione e per il nostro futuro insieme.

L’entusiasmo per la realtà europea e per gli scambi internazionali è ancora così vivido oggi come lo era negli anni passati?

Béatrice: I progetti europei che mirano all’integrazione europea sono un'esperienza unica perché non solo permettono di studiare all'estero, ma anche di crescere personalmente e professionalmente. Tuttavia, negli ultimi anni sembra che ci sia stata una diminuzione dell'entusiasmo nei confronti di tali programmi. È importante promuovere l'apertura verso esperienze internazionali, che sono fondamentali per la formazione di giovani cittadini globali.

In che modo Luiss ha influenzato il vostro approccio professionale e la vostra percezione dell'insegnamento?

Adriano:

Luiss ha giocato un ruolo cruciale nel plasmare il mio modo di pensare e affrontare le sfide professionali. L'approccio imprenditoriale, da sempre presente nella mia famiglia, e orientato al futuro sono stati una base di partenza importante che mi ha insegnato che l'università non dovrebbe limitarsi a insegnare nozioni, ma dovrebbe promuovere il pensiero critico e creativo, essenziale per affrontare le sfide attuali e future.

Béatrice:

L'approccio all'insegnamento qui a Luiss è molto diverso rispetto a quello che ho sperimentato in Francia. Qui ho trovato un ambiente più inclusivo e aperto, che incoraggia il dialogo e il dibattito. Questo mi ha aiutato a sviluppare una comprensione più profonda delle materie giuridiche e delle loro implicazioni pratiche.

Adriano, qual è stato l'impatto del vostro incontro a Luiss sulle vostre prospettive umane e culturali?

Provenendo da contesti culturali diversi, abbiamo imparato ad apprezzare e rispettare le nostre differenze. Questo ci ha resi più aperti e tolleranti nei confronti delle diversità culturali e ci ha arricchito sotto molti aspetti, che abbiamo trasportato anche nelle nostre esperienze post-universitarie, quando abbiamo iniziato a viaggiare molto. Un crocevia di culture e idee che inizialmente poteva sembrare un semplice incontro casuale ha finito per cambiare profondamente le nostre vite. Grazie a questa esperienza, abbiamo imparato a vedere il mondo attraverso gli occhi dell'altro e ad abbracciare la diversità con un nuovo spirito di apertura e comprensione.

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