Fabio Natalucci, Deputy Director presso il Fondo Monetario Internazionale a Washington D.C., si racconta

23 Novembre 2023

L’Alumnus Fabio Natalucci, laureato in Economia in Luiss, ricopre oggi il ruolo di Deputy Director presso il Fondo Monetario Internazionale a Washington D.C. Ha condiviso con noi la sua esperienza professionale e alcuni consigli utili su come muovere i primi passi nel mondo del lavoro.

Può raccontarci della sua esperienza come studente Luiss? Quali sono stati i momenti più significativi o le esperienze che l'hanno influenzata maggiormente? 

Sono cresciuto a Spoleto in Umbria e mi sono trasferito a Roma per frequentare l’università Luiss. L'esperienza è stata molto, molto positiva, sia per quanto riguarda la qualità delle classi e dei docenti, sia per l'interazione con gli studenti e per l'ambiente stimolante da un punto di vista intellettuale. Quando frequentavo la Luiss sono stato assistente del professor Mario Arcelli, docente del corso di economia monetaria, e il momento più significativo della mia carriera è stato il periodo in cui ho lavorato con Giorgio Di Giorgio e Alessandro Pandimiglio, momento che mi è servito a scandire la decisione sulla mia vita professionale. Dopo la laurea, ho proseguito gli studi con un PHD alla New York University lavorando in particolare sulla politica monetaria con il massimo esperto al mondo: Mark Gertler. Sono entrato poi, alla Federal Reserve, lavorando sempre sulla politica monetaria e il cammino che ho intrapreso in università, scegliendo economia rispetto a finanza o marketing ha influito sulla mia carriera professionale, quando sono arrivato negli Stati Uniti.

Quali consigli darebbe agli Alumni Luiss per massimizzare la loro esperienza professionale? Quali abilità o approcci ritiene siano importanti per il successo accademico e professionale? 

Una delle regole chiave della vita, secondo me, è quella del duro lavoro personale; ci vuole talento ma anche impegno, anzi, il talento da solo non basta. Un mio consiglio, anche se non mi piace in genere dare consigli, è quello di essere curiosi da un punto di vista intellettuale, mantenere legami con il mondo reale, essere guidati dalla voglia di viaggiare. Rispetto a quando ero studente, infatti, il mondo è diventato più globale. Anche la competizione oggi lo è. Molti atenei, non solo in Italia ma anche in Europa e nel resto del mondo, compresi nei Paesi emergenti, offrono una serie di programmi di studio, che consentono di maturare un’esperienza internazionale. La curiosità intellettuale e la voglia di confrontarsi con diverse realtà, secondo me, fanno la differenza.

L'esperienza internazionale negli Stati Uniti presso il Fondo Monetario Internazionale, come ha influenzato la sua carriera e la sua prospettiva? 

Finita la Luiss ho fatto il militare a Roma e poi mi sono traferito negli Stati Uniti per frequentare il PHD alla New York University. Si devono compiere delle scelte quando si cerca lavoro e avevo capito che l’accademia non era il mio ambito, perché ho sempre cercato di orientarmi verso il settore della politica. Avevo studiato politica monetaria e avevo lavorato alla Federal Reserve per 15 anni, inoltre, quando ero uno studente PHD scrivevo molti paper, ma quando arrivò la crisi finanziaria, tra il 2007 e il 2008, fui spostato in un gruppo che si occupava meno di teoria e molto più di pratica, iniziando così, a lavorare nei mercati finanziari. Ed è stato proprio questo il cammino che ha segnato la mia carriera professionale. A volte le scelte della vita dipendono dalla vita stessa.

Dal 2016 al 2017 ho lavorato per un anno al Tesoro americano, rappresentandolo come Financial Stability Bord (FSB). Oggi lavoro al Fondo Monetario e mi occupo dei mercati monetari e finanziari in tutto il mondo: seguiamo i mercati 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Ultimamente mi occupo anche dei cambiamenti climatici e del ruolo che la finanza privata potrebbe ricoprire per finanziare la transizione verso le energie rinnovabili. Ho sempre lavorato negli Stati Uniti e mantengo i contatti con la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro. L’esperienza positiva del mio percorso riguarda la parte internazionale, scoprire e conoscere nuovi Paesi e realtà, viaggiare. Quando si intraprende questo genere di percorso, oltre che professionale, diventa un’esperienza personale, conosci dei posti nuovi che altrimenti non avresti mai visitato. Di nuovo, confrontarsi, viaggiare, essere curiosi è la chiave del successo.

Qual è la sua più grande passione al di fuori del lavoro? E come riesce a bilanciare la sua carriera impegnativa con il perseguimento dei suoi interessi personali?

La mia passione è la Roma e cerco di vederla quando gioca, avevo anche l’abbonamento. Seguire i mercati 24 ore al giorno diventa complicato, è necessario separare la vita lavorativa dalla vita privata. Cerco di gestire il mio tempo e dedicarmi alle cose che mi piace fare, come correre, che mi serve anche per gestire lo stress e leggere, che mi piace tantissimo.

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