Giuliana Canè, Chapter Leader e fondatrice di ALL a Washington D.C., si racconta

10 Febbraio 2023

Il primo ricordo che ti viene in mente pensando agli anni trascorsi in Luiss. Che studentessa sei stata? Rispetto alle molte università che hai frequentato, quale valore aggiunto ritieni la Luiss ti abbia dato?

Il primo ricordo è il gran verde e la bellezza dei luoghi. Credo sia molto importante trascorrere gran parte della propria giornata in luoghi belli. Quando ero studentessa, c’è stata l’inaugurazione di quello che era l’edificio per i non vedenti in via Parenzo. La sorpresa di vedere così tanta luce di un edificio storico rimesso a posto per noi è stata tanta. Il valore aggiunto l’ho imparato e apprezzato una volta finito il mio percorso di studi, quando ormai ero già fuori, non solo da Roma, ma dall’Italia e lì ho capito quanto in realtà strumenti operativi pratici offerti dai corsi Luiss fossero importantissimi. Ricorderò per sempre quando il professore di diritto privato ci chiese “Tirate fuori un contratto che avete cono voi”; e con nostro stupore, il prof. tirò fuori il biglietto della metro timbrato e disse: “Ragazzi, tutti voi avete un contratto a portata di mano”.

Nella tua carriera internazionale hai ricoperto vari ruoli. Da avvocato ti sei spesso trovata a gestire investimenti per la Banca Mondiale e il Governo italiano. Quale esperienza ti ha soddisfatto maggiormente e perché? In che misura hai trovato barriere nella tua carriera, soprattutto per il fatto di essere donna? Raccontaci la tua esperienza e storia di leadership.

Il rapporto con il cliente è sicuramente la parte più soddisfacente di tutte le mie esperienze. Alla Banca Mondiale ero spesso in missione nei Paesi  dell’Africa francofona, e mi sono trovata a rappresentare l’istituzione sul campo  con il governo locale senza tempi sufficienti a disposizione per raccogliere risposte e dati da Washington. Lo stesso all’esperienza del G8 italiano. Quanto alle barriere, ho riflettuto tanto su questo tema negli ultimi anni, non mi sono mai sentita “donna”, mi sono sentita “me stessa”. Non mi sono mai posta dei limiti, né nelle missioni, né quando mi sono ritrovata sola in posti difficili. Fortunatamente non ho mai subito grosse ingiustizie basate sul gender, ma le micro-aggressioni possono essere egualmente letali, ed è importante condividerle per incrementare la consapevolezza: se ripetute e non chiaramente riconosciute, possono logorare dentro. Credo penalizzi le donne il voler replicare un modello di leadership maschile, nel mio piccolo cerco di trovare un modello alternativo.

Cosa rappresenta per te essere stata nominata Chapter leader di ALL a Washington D.C.?

È stato un onore, come tornare a casa cercando di restituire tutte le esperienze accumulate, come in un viaggio, proseguendo quella base di internazionalizzazione che Luiss mi ha dato all’origine. Tra le diverse Almae Mater, Luiss è quella con cui mi ha fatto più piacere ricongiungermi, e non smetterò mai di ringraziarla per come mi ha formata!

Lo scorso 28 ottobre ha avuto luogo l’inaugurazione del Chapter ALL a Washington D.C. Raccontaci le sensazioni provate e i propositi condivisi.

Il lancio del nostro nuovo Chapter ci ha dato grandissima energia! L’evento di inaugurazione si è inquadrato in un weekend ricco di eventi, che hanno dato una grandissima visibilità al lancio stesso del Chapter. Sono stati nostri ospiti la Professoressa Paola Severino e Gianni Riotta, ero incredula che fossero lì per il lancio del nostro Chapter. Sono felice e orgogliosa di come Washington stia divenendo un punto di riferimento importante per la Luiss all’estero. Da questo incontro rimane una sensazione di una grande professionalità che, secondo me, avrà una lunga eco in varie direzioni. Il mio obiettivo è quello di rendere il network degli Alumni un punto di riferimento per tante altre iniziative.

In momenti di forte incertezza, crisi e scenari poco prevedibili, come ad esempio quello che stiamo vivendo, come cambia la gestione del Trans-Atlantic Business? Come è cambiato il tuo lavoro? A quale situazione stiamo andando incontro e dobbiamo prepararci?

Ho sempre visto questioni globali più che transatlantiche, perciò interpreto così la domanda: “come cambia il lavoro e come noi ci prepariamo a ciò?”. Secondo me, nel momento di grandi crisi e incertezze, la cosa più importante è ritornare alle basi, cioè ai core skills. Per quello che vedo nel mio lavoro, è lo spirito analitico, la profondità dell’ analisi, l’apertura, l’aggiornamento e le lingue. È importante sfruttare i network, come il nostro degli Alumni, ti aiuta a rimanere competitivo e a metterti continuamente in gioco.

Quali sono i settori in espansione a cui possono rivolgersi i nostri laureati? Perché è importante partecipare a iniziative dell’Associazione laureati ed essere parte del network Luiss?

È molto difficile aggiornarsi su tutto, quindi le iniziative del Chapter Alunni ti permettono di conoscere gli hot topcis in campi diversi dal tuo, attraverso colleghi professionisti di grande livello. Sono mini corsi di aggiornamento tra colleghi, e spesso anche con un Pinot Noir alla mano! Suggerisco comunque di seguire le tematiche che più ti interessano senza andare nel trend del momento solo perché è un trend. Ho sempre detto che se segui la tua passione, la ruota girerà. Interessarsi ad un tema solo perché è quello del momento, alla lunga non paga. Bisogna tenersi aggiornati su quello che succede, questo sì!

Come immagini il Chapter di Washington D.C. nel futuro?

Quando ho accettato il vostro invito mi sono fatta due domande: una a voi “quanto dura l’incarico?” e la seconda è stata “cosa vorrei realizzare?” Ho un sogno. In Banca Mondiale, per esempio, anni fa i francesi facevano un pranzo al mese in cui si scambiavano informazioni e si confrontavano su posizioni contrattuali e possibilità di progetti. Era veramente una fucina di scambio a livello molto informale, determinato dalla nazionalità. La mia visione è che questo Chapter Luiss diventi un po’ il ‘pranzo della domenica’ per gli italiani in America, in cui ci sia scambio di informazioni e di opportunità.

Intervista a cura di Rita Gismondi, componente di Direttivo dell’Associazione Laureati Luiss

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