Intervista a Chiara Mormile, Campionessa Europea di Sciabola

14 Febbraio 2024

“Se hai un sogno tu lo devi proteggere”. Scrivevi così dopo il tuo ultimo successo, terza in Coppa del Mondo nel Grand Prix di sciabola a Tunisi. È questo il segreto di una grande carriera sportiva?

“Se hai un sogno tu lo devi proteggere”.

È la frase di un famosissimo film, la ricerca della felicità.

Il segreto per una grande carriera sportiva innanzitutto è quello di avere una visione, appunto un sogno. Poi si aggiunge la volontà di realizzarlo a qualsiasi costo: il sacrificio, il lavoro quotidiano, le rinunce, il mettersi in discussione costantemente, lo scontrarsi alle volte con i nostri limiti e le difficoltà che si incontrarono lungo il percorso, l’esaltare le nostre qualità.

Alle volte gli ostacoli sono molteplici: le gare che vanno male, gli infortuni, un periodo in cui si è fuori forma, dirigenti che non credono in te.

Bisogna avere grande tenacia e un’enorme fiducia in se stessi e verso coloro che ci supportano ogni giorno: maestro, preparatore atletico, mental coach, nutrizionista.

Credo però che se si ha una volontà estrema nell’arrivare a realizzarlo, non importa quanto tempo ci voglia, prima o poi si raggiunge.

Come gestisci la pressione e le aspettative che accompagnano il successo?

Essendo una sportiva professionista è normale sentire la pressione del risultato.

La prestazione è fondamentale in tutti gli sport.

Io personalmente la gestisco come una sorta di sfida, per vedere fin dove posso arrivare.

Per quanto riguarda le aspettative, le uniche che esistono sono quelle che io stessa ripongo nei miei confronti. Ho imparato a cambiare la parola aspettativa in desiderio. Sembra banale, ma può far si che la prospettiva si ribalti.

Ripensando ai momenti chiave della tua carriera, quali sono stati i più emozionanti e quali i più difficili?

I momenti più emozionanti della mia carriera sono divisi in due parti: i primi quando ero molto giovane e facevo parte della Nazionale under 20. Vivevo le emozioni in maniera totalizzante, sia quelle belle che quelle brutte.

Nel 2013 sono entrata a far parte del Centro Sportivo Esercito, che tuttora mi supporta nella realizzazione della mia carriera. Li ho capito che la mia passione stava diventando il mio lavoro, non credo ci sia qualcosa di più bello. Far parte della grande famiglia dell’Esercito è per me un privilegio ed un grande onore.

Crescere implica anche il passaggio dalla Nazionale under 20 a quella assoluta. In quegli anni di momenti difficili ce ne sono stati parecchi, come però succede a tanti sportivi.

Ho avuto molta difficoltà nel passaggio perché sentivo fortissima la mia voglia di emergere ma non trovavo la chiave giusta.

Poi crescendo ho imparato a godermi ogni singola vittoria e ad elaborare le sconfitte per poi ripartire, capendo soprattutto che ognuno ha il suo percorso e la sua storia e che quindi non ero né ritardo, né in anticipo, semplicemente ero sulla mia strada.

Capirlo e poi metterlo in pratica è stato il punto di svolta.

Questo momento della mia carriera è sicuramente il più bello, frutto della consapevolezza che ho acquisito nel tempo. Le vittorie di questo momento hanno un sapore più appagante.

Avendo completato il percorso di studi in Luiss, come laureata, quale aspetto di questo percorso ritieni abbia influito maggiormente sui tuoi successi sportivi?

Avendo completato il percorso di studi in Luiss, come laureata ritengo che il percorso fatto durante gli anni dell’università abbia messo in luce aspetti del mio carattere già presenti e li abbia sublimati. Nel mio caso la curiosità, la determinazione, l’apertura mentale, ma soprattutto la capacità di valutare e di considerare più aspetti di una stessa situazione.

Studiare in Luiss mi ha permesso di avere più strumenti per capire ciò che succede nel mondo e intorno a me. La curiosità di conoscere e di sapere si traduce nel voler sempre avere contatti con le mie avversarie straniere anche al di fuori della pedana e di costruire con loro bellissimi rapporti di amicizia che durano tutt’oggi.

Credo, inoltre, che il mio percorso di studi ancora non sia terminato. Spero in futuro di poter conseguire un master.

Quale messaggio vorresti condividere con la community dei laureati Luiss, ispirandoli a perseguire il successo nei loro percorsi sportivi e professionali?

Essere resilienti e saper aspettare, senza però mai fermarsi, né mollare la presa neanche per un momento.

Questo è il messaggio che vorrei condividere con la community dei laureati Luiss.

Ci sono sempre momenti difficili, di sconforto, ma che non devono mai trasformarsi in rassegnazione. Bisogna andare avanti, convinti di quello che si fa ma soprattutto di quello che si è.

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