Intervista a Erika Munno, tra i lobbisti under 35 più promettenti d’Italia secondo Forbes

9 Dicembre 2022

Rappresentare gli interessi delle organizzazioni private e trasformarli in opportunità per migliorare la
qualità della legislazione e delle decisioni pubbliche, a beneficio di tutti: è il ruolo di Erika Munno in
Comin & Partnes, società di consulenza strategica di comunicazione e relazioni istituzionali. Per il suo
lavoro, ha ricevuto il riconoscimento della rivista Forbes, che ha inserito l’Alumna Luiss nella classifica
dei lobbisti under 35 più promettenti d’Italia.

Cosa significa per lei entrare nella lista dei 10 più promettenti lobbisti italiani under 35?

È un grande riconoscimento che arriva a mettere un cappello su un percorso iniziato già da qualche
anno nel mondo delle relazioni istituzionali, un settore nel quale ho deciso di investire, costruendo con
passione e impegno la mia carriera professionale. Ma è anche un elogio importante per il settore che
rappresento perché troppo spesso in Italia il “lobbista”, oltre a essere poco conosciuto come
professione, viene percepito male o non compreso. Per questo credo sia fondamentale far capire che,
invece, ci sono tanti giovani che studiano e si formano prima di arrivare a ricoprire questo ruolo. Si
tratta di una professione che richiede molte competenze e una grande professionalità e non può essere
improvvisata.

In che modo Luiss ha contribuito a creare un ponte con il mondo del lavoro?

Luiss mi ha aiutata nel metodo, ho imparato l’importanza di avere un network, costruire delle relazioni,
curarle e farle crescere nel tempo. Tutto ciò vuol dire essere ponte e abilitatore di opportunità, si tratta
di un grande valore in una società iperconnessa come la nostra. Oggi mi nutro di relazioni, non solo per
il lavoro che svolgo, ma in generale nella mia vita. Luiss è stata anche fondamentale per costruire tutte
le conoscenze tecniche e quella passione rispetto al mondo della politica e delle istituzioni che mi
hanno aiutata a scegliere il mio percorso di specializzazione.

Torniamo indietro nel tempo, come sono stati i suoi anni di studio in Luiss? Che ricordi conserva?

Conservo ricordi bellissimi dei miei anni in Luiss, dalle lezioni in aula alla presentazione al Direttore
Generale Giovanni Lo Storto del progetto dell’Orto di Viale Romania che oggi ancora è attivo, sino alla
laurea e al Master di Specializzazione presso la Luiss School of Government.
La laurea, ad esempio, è stato un momento molto formativo. Ho avuto l’opportunità di svolgere una tesi
sperimentale su un progetto innovativo che ha visto la partecipazione di Istituzioni e terzo settore, nel
Comune di Mantova, dove ho svolto attività di ricerca empirica. Durante il periodo di stesura della tesi
ho visto con gli occhi la realtà e mi sono confrontata con le istituzioni pubbliche, con le aziende e con i
cittadini, riuscendo così a produrre un elaborato innovativo che mi ha fatto ricevere la menzione
accademica.

Ricordo con piacere e con riconoscenza anche alcuni professori eccellenti, il più importante tra questi
per me è stato il compianto Alessandro Panza, un grande mentore e una persona da ricordare.

Quali valori, secondo lei, uniscono più di altri gli Alumni Luiss?

Sicuramente la collaborazione. Ovunque mi sia trovata a lavorare ho ritrovato e fatto gruppo con gli altri
laureati della nostra Università. Quello che ci accomuna è anche la capacità di coltivare con cura e
pazienza nel lungo periodo il nostro talento e le nostre passioni.

Pensando alla sua professione, come si immagina fra 10 anni?

Il mondo professionale di oggi è molto diverso da quello del passato perché non siamo più portati ad
immaginarci in un solo posto nella vita. Credo che il vero valore aggiunto del professionista sia nel
costante cambiamento. Fra dieci anni mi vedo sicuramente in crescita nel mondo delle relazioni
istituzionali, che ha rappresentato per me il trait d’union tra la mia passione per la politica e la cosa
pubblica e la possibilità di lavorare con aziende innovative e in costante trasformazione

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