Intervista a Gelsomina Vigliotti, è Vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti

15 Maggio 2024

Laureata con Lode in Scienze Politiche nel 1985, oggi Gelsomina Vigliotti è Vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti. Una carriera di successo nata da una grande sfida per quegli anni, e portata avanti guardando sempre il bicchiere mezzo pieno.
Abbiamo ripercorso insieme a lei l’inizio della sua carriera e i suoi ricordi più preziosi.

Dalla Laurea in Scienze politiche alla Vicepresidenza della Banca Europea per gli Investimenti, quali sono state le sfide maggiori della sua carriera e come le ha affrontate?

 La prima grande sfida della mia carriera è stata l’uscita dalla Luiss nel 1985, nel pieno yuppismo, che in quegli anni rappresentava l’idea del manager rampante. Io sono laureata in Scienze politiche ma, all’epoca, gli insegnamenti dei primi due anni erano in comune con Economia e commercio e l’ambizione di tutti era quella di avere una carriera di successo nel settore privato. Io, invece, quasi subito, sono diventata una dipendente statale e per me è iniziata una vera sfida: credevo che la carriera pubblica non potesse essere così positiva, poi si è rivelata vincente.

L’opportunità è stata accedere presto in un mondo che stava cambiando perché, tra le prime, ho potuto beneficiare di tutte le possibilità che la pubblica amministrazione offriva: continuare a studiare - ho concluso un master in Inghilterra - lavorare nel settore internazionale, con una grande esposizione sui principali tavoli internazionali. Questa sfida si è tramutata in un grande successo, con i suoi alti e bassi, perché la vita in generale non dà sempre certezze, ma anche nei momenti di difficoltà ho cercato di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.

Anche oggi conservo una forte motivazione nell'approfondire i miei studi. Questa voglia è alimentata non solo dalla prospettiva di vivere esperienze diverse, ma soprattutto dalla mia incessante curiosità e determinazione di conoscere, imparare e raggiungere nuovi traguardi.

Quali sono le sfide globali che ritiene siano cruciali affrontare nel prossimo decennio, e quali competenze saranno necessarie per poterle risolvere?

Io credo che la sfida principale che abbiamo davanti è quella climatica. Dobbiamo assolutamente impegnare tutte le nostre risorse e tutti i nostri sforzi per attrezzarci a vivere in un mondo che sta cambiando. Il cambiamento climatico ha già generato impatti che sono difficilmente reversibili.-Dobbiamo evitare che ce ne siano di ulteriori che possano mettere in seria difficoltà la nostra sopravvivenza.

In questo senso, la transizione climatica è anche associata alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica, perché non possiamo affrontare tali cambiamenti potenzialmente devastanti se non abbiamo le competenze giuste. La vera sfida qui consiste nel possedere le competenze necessarie per continuare a far evolvere l'economia in questa direzione.

La crescente complessità del mondo richiederà sempre più una grande versatilità e una conoscenza quantitativa avanzata. L'economia e il settore manifatturiero si evolveranno di pari passo con questa complessità, queste skills diventeranno sempre più essenziali.

Ci può raccontare qualche esperienza significativa in cui il sostegno del network degli Alumni Luiss è stato particolarmente importante per lei?

Mi sono laureata presso la Luiss ormai diversi decenni fa, quando c’era solo una palazzina a Viale Pola. Nel corso degli anni, ho testimoniato la crescente presenza di laureati Luiss nel settore accademico, scientifico, imprenditoriale e commerciale a livello globale. Recentemente, ho notato un aumento significativo di giovani laureati provenienti dalla mia università, il che mi ha fatto apprezzare quanto la Luiss sia cresciuta. È evidente il miglioramento della sua capacità comunicativa verso l'esterno e la creazione network internazionali, che non solo offrono opportunità di carriera, ma facilitano anche lo scambio di conoscenze e informazioni.

Quali sono i principali insegnamenti o valori che ha portato con sé dalla sua formazione Luiss e come li ha applicati nel suo percorso professionale?

Devo dire che la mia scelta di laurearmi in Scienze Politiche è stata un po' casuale. Durante la scuola, mi destreggiavo abbastanza bene in tutte le materie e ho preso una decisione dell'ultimo minuto. Quello che mi ha colpito molto della Luiss è che i primi anni di Scienze Politiche erano comuni a Economia e Commercio, offrendomi così una solida base quantitativa. Questa base è stata fondamentale per approfondire i miei studi in economia.

Le competenze acquisite mi hanno accompagnato durante il mio percorso di studio all'estero, offrendomi una solida base su cui costruire il mio percorso accademico.

Qual è il ricordo al quale è più legata dei suoi anni da studentessa Luiss?

Uno dei ricordi più cari che conservo sono i meravigliosi glicini di Viale Pola, che adornavano le scale verso la palazzina. Il loro sbocciare annunciava l'inizio della sessione degli esami, un momento carico di significato per tutti noi studenti. Ancora oggi, se dovessi associare un'immagine alla Luiss, sceglierei quella dei glicini in fiore.

Inoltre, ricordo con grande piacere l'avanguardia che l'università incarnava già negli anni '80. In un'epoca in cui i computer erano ben lungi dall'essere oggetti comuni, lavorare alla mia tesi con una parte di econometria su questi strumenti all'avanguardia offerti dall'università è stata un'esperienza emozionante.

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