Intervista a Luigi Piro, vincitore del Premio America Innovazione

15 Aprile 2025

Luigi Piro, laureato Luiss in Economia e Management, ha vinto per la seconda volta il Premio America Innovazione della Fondazione Italia-USA con la sua startup Check.

In questa intervista racconta il valore del riconoscimento ottenuto, la visione alla base del suo progetto imprenditoriale e il ruolo centrale che la Luiss e la community Alumni hanno avuto nel suo percorso.

Hai ricevuto per la seconda volta il Premio America Innovazione. Cosa rappresenta per te questo riconoscimento, anche a livello personale?

Ricevere questo premio per la seconda volta è un onore immenso e un segnale che la direzione intrapresa è quella giusta. A livello personale, rappresenta la conferma che l’impegno quotidiano, i sacrifici e la volontà di innovare possono davvero generare un impatto concreto. È anche un riconoscimento che condivido con tutto il gruppo, perché ogni traguardo è frutto di un lavoro collettivo.

Check, la tua startup, è diventata in poco tempo un modello di efficienza e tecnologia nel settore dei servizi digitali. Da dove è nata l’idea e qual è il problema reale che volete risolvere?

L’idea di Check è nata dall’osservazione diretta delle difficoltà che molte aziende, soprattutto piccole e medie, incontrano nella digitalizzazione dei processi. Volevamo creare uno strumento semplice, accessibile e al tempo stesso potente, capace di automatizzare compiti ripetitivi e ottimizzare la gestione operativa. Il nostro obiettivo è liberare tempo e risorse, così che le persone possano concentrarsi su ciò che conta davvero: innovare, creare valore e far crescere la propria attività.

Nel tuo percorso unisci formazione accademica, visione imprenditoriale e attenzione all’impatto sociale. Quali sono stati i momenti chiave che hanno reso possibile questo mix vincente?

Credo che ogni esperienza abbia aggiunto un tassello importante. L’università mi ha dato gli strumenti per comprendere la complessità del mondo economico e sociale; le prime esperienze lavorative e i fallimenti iniziali mi hanno insegnato la resilienza e la necessità di avere una visione chiara; infine, il confronto costante con le persone e i territori mi ha fatto capire che l’innovazione ha senso solo se migliora concretamente la vita degli altri. Sono questi i momenti che, messi insieme, hanno costruito il mio approccio.

Quanto ha influito la tua esperienza in Luiss e i rapporti con gli altri Alumni nel costruire la tua identità professionale?

La Luiss ha avuto un ruolo decisivo nel mio percorso. Non solo per la qualità della formazione ricevuta, ma soprattutto per l’ambiente stimolante, aperto al confronto e al cambiamento. Gli Alumni rappresentano una rete preziosa, fatta di persone che condividono valori, esperienze e spesso anche sfide comuni. Con molti di loro sono nate collaborazioni, ma soprattutto amicizie e scambi che continuano ad arricchirmi ogni giorno.

In che modo pensi che le startup nate nei piccoli centri, come il tuo Lagonegro, possano contribuire all’innovazione e alla valorizzazione del nostro Paese nel mondo?

Le startup nate nei piccoli centri hanno un grande potenziale perché portano con sé un senso di appartenenza, resilienza e autenticità che spesso si perde nei grandi ecosistemi urbani. Possono fungere da catalizzatori per la valorizzazione del territorio, promuovendo un’innovazione più inclusiva e sostenibile. Lagonegro, con la sua storia e la sua comunità, mi ha insegnato che si può costruire valore ovunque, se si ha il coraggio di guardare oltre i confini e credere nelle proprie idee.